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Ciccio Busacca, il cantastorie del popolo siciliano, è stato anche il cantastorie del cammino della pace. Uccello 2. Nigro Danilo Dolci Sesana — Palermo è stato ampiamente in contatto con Antonino Uccello provocando il suo coinvolgimento in numerose iniziative di carattere culturale e sociale. La sua ampia produzione editoriale è stata arricchita, dopo la morte, da numerosi studi incentrati anche sul suo incisivo ruolo nella Sicilia del dopoguerra, sulla sua figura e sulle conseguenze del suo pensiero cfr.

Barone Con Franco Alasia, Pino Lombardo, Antonino Uccello e altri, Dolci, nel tentativo estremo di scuotere le coscienze di una classe politica a suo vedere inerte nei confronti delle collettività più emarginate della Sicilia, in particolare quelle disastrate dal terremoto del , decise clandestinamente di trasmettere via radio una sorta di mayday sulle condizioni delle popolazioni delle Valli del Belice, dello Jato e del Carboi.

Il vuoto si avverte considerando quanto Palermo, in anni ormai lontani e retoricamente celebrati con un usurato riferimento alle celeberrime Settimane degli anni Sessanta, sia stata luogo topico della Nuova Musica, laboratorio di esperienze e di pensiero, di rischi e di provocazioni, di innovazioni e di ribellioni non spente cfr. Violante Quindi, non sarebbe servito dare continuità agli eventi, alle iniziative create con un tema logico ma anche storico, stilistico, filosofico da perseguire e sviluppare negli anni, dare luoghi, spazi e dimora alle idee; sarebbe piuttosto servito crearne sempre di nuove almeno apparentemente per poterle conclamare in una conferenza stampa.

Il senso di vuoto, in questo contesto operativo, si avvertiva e si estendeva quale sensazione di disorientamento, se non di smarrimento, in un bosco fitto di frenetiche, dinamiche e incompiute sembianze effimere, al 50 cospetto delle quali occorreva porre rimedio con la forza di un ragionamento istituzionale. Lo spazio operativo venne quindi creato, delimitato, territorializzato e identificato con il titolo di una poesia di Salvatore Quasimodo, pubblicata nel nella raccolta Oboe sommerso,2 per le ragioni che Gebbia espone nel suo scritto di seguito riportato e alle quali si rimanda.

I risultati di questo paziente lavoro di disseminazione furono e sono ancora oggi entusiasmanti se è vero che nei concerti di Curva minore il nucleo forte del pubblico presente era ed è composto da giovani e giovanissimi i quali senza precettazione o induzione alcuna da parte degli insegnanti, non auspicando profittevoli crediti formativi, né interpretando rituali piaggerie accademiche, presenzia con convinto interesse, talvolta per ore, alle performance più ardue di ostinati musicisti recanti messaggi criptici di mondi lontani e talvolta indecifrabili.

Scrive Gebbia: Ad un certo punto, verso i primi anni 60, persino i compositori di musica contemporanea di filiazione classica hanno avuto il loro momento di ricerca il cui movimento viene normalmente etichettato come musica elettronica. In generale ogni genere musicale è stato sconvolto da novità e irruzioni che hanno dato una svolta espressiva. Più semplicemente e chiaramente, si potrebbe dire che iniziava a sembrare riduttivo trattare della nuova musica attraverso una centralità della devianza, senza forti cenni e riferimenti musicali concreti a quel percorso evolutivo e generativo di tutta la musica del XX secolo che — seguendo Jean-Jacques Nattiez — da Debussy, attraverso le Scuole musicali e il pensiero stilistico di tutto il Novecento, giunge alla cosiddetta postmodernità.

Le conseguenze avrebbero pericolosamente generato una connotazione della musica inusuale come aggregazione di suoni reietti, negletti o ricusati, da accogliere in una sorta di boutique fantastique allestita da Curva minore, dove si animavano e prendevano corpo le più improbabili evoluzioni pseudomusicali. La prima edizione de Il Suono dei Soli reca come sottotitolo i suoni del solo, dedicata, come fu, a sei concerti per strumento solo.

Si segnalano in quel periodo preziose collaborazioni intellettuali e umane tra le quali, la più immediatamente visibile e forgiante, simbolo di un nuovo corso, è quella fornita da Paolo Di Vita, creatore di una svolta grafica ed estetica alla produzione a stampa di Curva minore, che diventa, grazie al suo apporto, carnet prezioso di immagini eloquenti, simboli fisici di un agire in cui si coniuga gusto e intelligenza, stile e anticonformismo, allusione ed evocazione.

Dobbiamo lavorarci tutti, autori, interpreti e ascoltatori. Regredire, a tale scopo, nel sentimentalismo da sempre assente nel capolavoro e presente massicciamente nella marmellata dei lavori minori sarebbe una contraddizione in termini: non si dà affettività profonda senza individuazione, autocoscienza, sguardo prospettico sui fatti e sul tempo… Cioè: dura poco, nel petto, nella gola, nel cervello, nella pancia una musica che per commuovere si conceda grossolanità strutturali, volgarità espressiva, banalità stilistica.

Mi sbaglio, o siamo tanto più in Vita quanto più ci individuiamo, spirito, anima e corpo, rispetto ai genitori, per nostri che li possiamo sentire, per fecondo e generoso che sia il loro esempio e ruolo…? Forte di questi traguardi, Curva minore realizza nel alcuni degli eventi più alti di tutti i suoi dieci primi anni di attività.

Nel la configurazione generale della programmazione di Curva minore appare più che mai fortemente delineata e rigorosamente progettata con sapiente strategia culturale e apprezzabile ampiezza.

Giunta alla sesta edizione, Il Suono dei Soli offre un ampio percorso di accostamento alla musica di carattere propedeutico rivolto alle scuole secondarie superiori e consistente in un ciclo di quattordici conferenze, con temi che spaziano da Grecità e multiculturalità nella musica medievale a Lo stile classico del tardo Settecento e il Romanticismo Nino Brancato ; da Avanguardia come frattura e come tradizione a Ascolto emotivo e ascolto analitico Stefano Zorzanello.

Tra i concerti si segnalano le tre giornate denominate Il suono organizzato. Giannetto b: 17 La manifestazione, corredata da un convegno omonimo sottotitolo: Improvvisazione. Nella stessa rassegna si segnala, inoltre, il concerto, particolarissimo, di Daan Vandewalle denominato De profundis - Trascendenza Musicale. Al di là della realtà sensibile attraverso la letteratura pianistica contemporanea, comprendente anche le esecuzioni della Concord Sonata di Ives e del De profundis di Frederic Rzewski per speaking-pianist su un testo di Oscar Wilde.

Che prende spunto da alcuni versi di Gertrude Stein e scivola dentro 40 domande [alcune di seguito, n. A Buccino sarà dedicato particolare spazio nello scritto di Misuraca e nel commento ai brani dei CD cui si fa rimando. Questa settima edizione de Il Suono dei Soli rende con maggior evidenza la labilità dei confini tra musica di scrittura e musica di improvvisazione entro un orizzonte di contemporaneità dove le problematiche e le speculazioni sulla materia sonora si intrecciano inevitabilmente con complessi e urgenti interrogativi estetici, filosofici, linguistici, percettivi, non ultimo quello sulla rilevanza di una necessità euristica in ordine al mantenimento dei predetti confini quali modelli ordinatori per la conoscenza musicale.

Si ripropone con forza uno dei temi che più ha caratterizzato la storia della musica del XX secolo e che riaffiora in tutta la sua complessità non risolta, ereditata fra le riflessioni in fieri nel nuovo millennio: il rapporto tra suono e musica, tra materia e forma, tra lingua e stile, tra udito e ascoltato.

Due momenti centrali sono individuabili nella sessione. Altro momento centrale è la proiezione di Stereo. STEREO è un progetto seriale di classificazione naturalistica per immagini, testi e suoni studiato per le Televisioni via cavo e per internet. CaneCapoVolto [ideazione, immagini] è la sigla di un gruppo di videomaker attivi a Catania dal Il loro STEREO 0, fa parte di una serie recente di video-assemblage originati da combinazioni non logiche di sequenze visive e sonore preesistenti.

In questo senso, avvicinandosi a una dimensione onirica, fatta di costanti, di ambienti e di elementi che ritornano, lo spettatore si trova in una situazione di disagio percettivo e interiore, come viene definito da CaneCapoVolto. Infatti, si potrebbe dire che egli stesso diven- 66 ta autore inconsapevole del senso complessivo del lavoro, definendo, associando e prolungando i significati dei singoli droni e trovando incidentali regole interne.

Anche il sonoro ha un ruolo fondamentale. I rumori, gli effetti sonori e la parola — nei dialoghi e nelle voci narranti — sono strutture simmetriche ai tagli applicati alle immagini. Assemblati, ripetuti, distorti, anche i suoni sono unità di senso. Non va sottaciuta in margine alla sessione, la realizzazione di un progetto, Pulso 1. Pulso 1. La fruizione avviene senza proiezione, ma attraverso speciali occhiali 3D in realtà virtuale.

Un dispositivo collegato al polso di ogni singolo partecipante ne analizzerà la capacità reattiva del dato emotivo-sensoriale. Oltre al rapporto suono-musica-cinema, si è detto che nel Curva minore avvia una riflessione sul Paesaggio sonoro, in collaborazione con 67 varie Istituzioni italiane e straniere. Gli ultimi due anni di Curva minore , precedenti alla contemporaneità, sono anni di affermazione e di consolidamento della sua azione culturale, didattica e artistica.

Parole orizzontali. Giannetto a Di suggestivo interesse anche la realizzazione di Mass Norvegia-Regno Unito in cui [ Il materiale audio fa da contrappunto a quello visivo in ondate contrastanti di suono lungo e basso, inframmezzato da deboli accordi e pause. Sono ormai ampiamente maturati i progetti artistici, le idee, le prospettive, i rapporti culturali nazionali e internazionali, le relazioni istituzionali, le rivisitazioni sui percorsi compiuti, il credito conquistato. Indicativi i titoli di alcuni film sonorizzati dal vivo nel corso dei numerosi appuntamenti realizzati: Man with a Movie Camera di Dziga Vertov, Planet Pacific — Pieces of Heaven?

Fra le performance più rilevanti si segnala Temps réel — La présence du monde incontro di commistione tra Arti e Artisti. Una ricerca coreografica e multimediale sulle ombre e la luce, il suono e il silenzio. Il performer butoh, equipaggiato da ricettori fotosensibili applicati sul proprio corpo, si muove molto lentamente su uno o più fasci di luce.

Ogni movimento determina una perturbazione del segnale sonoro, suonato dal vivo. Il suono viene rilevato da un microfono collegato a un computer che elabora in tempo reale temps réel le movenze del danzatore. Il suono e la luce sono dunque modulati e diretti dalla danza. Anche su questa edizione della rassegna si sofferma, in queste pagine, Pietro Misuraca alle cui parole si rimanda per una puntuale cronaca degli eventi.

Il dettaglio di tutte le stagioni e delle relative iniziative a corredo, è riportato in appendice e a essa potrà farsi riferimento per una completa ricognizione storica delle proposte artistiche. Comunque la si guardi, è incontrovertibile che si tratti di una rosa di narrazioni linguistiche, intellettuali, poetiche, stilistiche, di ricerca e di formalizzazione di assoluto, rilevante spessore sia quantitativo sia qualitativo.

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Guardiamoci bene dal rinunciare per eccesso di culturalismo, di sociologismo o, semplicemente, di demagogia, al nostro diritto di valutare la qualità estetica delle produzioni musicali. Ne abbiamo il diritto se, in un primo tempo, avremo fatto lo sforzo necessario per comprenderle [grassetti nostri]. E viene da chiedersi quale sarebbe stato, nel caso di Curva minore, il destino della propria programmazione e delle proprie direttive artistico-culturali se alla resistenza si fosse sostituita la compiacenza nei confronti di un pubblico tout court più ampio, nei confronti delle Amministrazioni sostenitrici redditizia e foriera di interessi al minimo compensativi di sforzi economici e lavorativi.

Le critiche hanno talvolta sostanzialmente evidenziato, rispetto agli sforzi organizzativi, il privilegio di inna73 morarsi delle proprie idee nel lusso di poterle coltivare a prescindere dal loro seguito.

Nella tarda età, quasi alle soglie del tramonto della sua vita, Mstislav Rostropovich venne ritratto, unitamente alla moglie Galina Vishnevskaja, da Alexandr Sokurov in una delle sue numerose elegie cinematografiche; nel film Elegyia Zhizni.

Vishnevskaya , Elegia della vita. Ero innamorato di Shostakovich. Ero letteralmente innamorato. Avevo quattordici anni. Quando fu emanata la disposizione del rimasi sbalordito. Ero convinto che soltanto un idiota non potesse capire che erano dei compositori geniali. Sai quanti idioti sinceri avevamo intorno?

Non puoi immaginarlo, erano milioni. Per di più erano idioti sinceri. Era sincero? Perché rispetto a loro era un ignorante di musica. Invece loro erano geni. Curva, a indicare qualcosa che si estende nel tempo, che ha un suo sviluppo e una sua storia, un flusso. Minore, nel senso consacrato da Gilles Deleuze nel suo splendido Kafka per una letteratura minore, scritto con Félix Guattari , da cui le seguenti citazioni.

Tale è la musica di cui ci siamo occupati e che ci ha portato a creare le indimenticabili edizioni di Pratiche inusuali del fare musica le quali, sotto altre forme, Lelio Giannetto, negli ultimi otto anni e più, ha continuato a proporre, novello Prometeo nel mare di sordità che, ahimè, ci circonda.

Breve trattato di morale Contemporaneamente essa ha una storia, una curva che va dal free jazz degli anni Sessanta sino ad oggi. Briciole di storia Curva minore è stata, senza alcun dubbio, la prima organizzazione a presentare in Sicilia, con metodica continuità, queste nuove forme musicali e i suoi maggiori rappresentanti. Vi era stato solo un precedente, in un campo sottilmente diverso ma, ai tempi, altrettanto nuovo, con le Settimane Internazionali Nuova Musica negli anni Sessanta.

Lunga vita, dunque, a una delle pochissime associazioni che si occupano per davvero di quello che ufficialmente si propongono di fare Le differenze producono diffidenze, dichiarazioni moralistiche o rancorose di appartenenza; schieramenti contrapposti di musicofili sordi. La globalizzazione produce melasse ottuse e vischiose che riecheggiano ovvietà mediatiche come fossero i linguaggi della natura o del cuore. La musicologia talvolta finisce col prendere le distanze dalla musica e si chiude nella ricerca di archivio, nella storia sociale delle abitudini e dei costumi musicali oppure nelle pratiche di analisi a tavolino; dichiara orgogliosamente la propria qualità scientifica in opposizione alla critica vecchio stile che aveva vocazione didattica e scommetteva sulla divulgazione musicale come strumento di perfezionamento e compimento culturale, di stimolo etico e politico.

Le stagioni solari organizzate da Giannetto si sono rivolte a giovani e non giovani di diversa formazione; hanno accolto esecutori specializzati in diversi repertori; hanno fatto risuonare capolavori indiscussi del nostro tempo, e talvolta anche di tempi ormai trascorsi, insieme con musiche assai meno famose e accreditate.

Ma penso soprattutto a relazioni più profonde e significative, anche se meno dichiarate. Questi scambi sono stati per i nostri studenti conferme straordinarie del loro percorso di studi o nuove, entusiasmanti sollecitazioni; ne sono derivate infatti curiosità, passioni, ricerche, dissertazioni di laurea. E, della dialettica cui accennavo, ci aspettiamo ancora altre felici composizioni.

Le esperienze furono significative, ma ancora occasionali e non focalizzate, con divergenze tra esigenze di mediazione e di radicalismo;2 di fatto Lelio decise di continuare per conto proprio fondando una nuova associazione, Curva minore, riunendo in sé le responsabilità artistiche e organizzative sia per gli eventi di improvvisazione sia per i nuovi linguaggi compositivi: in questo caso si tratta della rassegna Il Suono dei Soli, di cui principalmente qui mi occupo.

Nelle sue serate si possono ascoltare solisti di fama internazionale quali John Tilbury, Daan 84 Vandevalle, Marino Formenti, Cristina Zavalloni, Hélène Breschand, Marco Cappelli, per citarne alcuni, ma anche, e sullo stesso piano, personalità musicali praticamente assenti dal panorama istituzionalizzato, quali Dario Buccino, Marco Crescimanno, Armando Gagliano, Dario Lo Cicero, Angelo Sturiale, che in modi diversissimi sembrano voler affermare la stessa continuità tra vissuto, opera come sua formalizzazione scritta e comunicazioni o interpretazioni possibili a partire da essa.

Trattando di Lelio non saprei se dare maggior peso alla forma mentis del performer e comunicatore, alla forma cordis generosa, inquieta, o ancor più alla forza viscerale che si oppone alle forme di incasellamento sociale, culturale, in generi artistici. Di sicuro le provocazioni oggi sono più di un tempo, e più costruttive e radicate; si sta forse lentamente, stentatamente ma nettamente creando una tradizione del moderno in una Palermo dal pubblico vasto, variegato ed entusiasta.

Ma possiamo anche contare sulla curiosità sempre più cosciente di alcuni gruppi scolastici, universitari, talvolta persino delle più retrive accademie. E sempre su supporti di parola e pensiero preziosi, militanti, come quelli di Paolo Emilio Carapezza, Guido Barbieri, Michele Mannucci.

Mi preme sottolineare alcune peculiarità che trovo prepotentemente emergenti nei programmi di Curva minore. La sospensione dello stile, che asseconda la sua vocazione antiformalistica, per una funzione comunicatrice di idee, di libero gioco, contro i modelli staticamente ed epigonisticamente assunti, con la leva della fisicità, della curiosità, della fertile ingenuità.

Tutto a Lelio dobbiamo se Palermo è divenuto centro propulsore della riscoperta di Cornelius Cardew, compositore e mente prematuramente scomparsa ma tuttora viva e vitale in tanti suoi interpreti: al Teatro Massimo e altrove in Europa è stata riproposta la fantasmatica opera grafica Treatise ed è appena iniziata, sotto i migliori auspici, grazie anche al lavoro di Daniela Orlando e John Tilbury, la realizzazione della prima integrale della sua summa spirituale The great learning, immane opera in sette paragrafi di cui è stato appena eseguito il quinto.

A Lelio i migliori auguri per continuare in questo progetto; con un particolare ringraziamento anche alla sua dolce famiglia che con infinita pazienza supporta le sue più tenaci e ardite scommesse. Come ensemble ha preso parte nel agli spettacoli del grande coreografo fiorentino Virgilio Sieni, Il sentire del nulla e Canti marini 3 e 4, su musiche mie, in coproduzione con il Teatro Massimo e il teatro Biondo; ha organizzato la rassegna Arte, questione vitale con la partecipazione di Heinz-Klaus Metzger, Dario Buccino, Luca Fabbro e mia.

Infine il Concerto di stelle. La collettività diviene in tal modo coinvolta, diviene attante del processo comunicativo e suo testimone al tempo stesso.

La musica quindi è intesa come sapere sociale, secondo la forte definizione di John Shepherd Nondimeno esistono diversi linguaggi, diverse pratiche, ai quali far riferimento in questa piccola riflessione. Attraverso questo linguaggio, attraverso questa pratica, il macrosistema sociale esprime sia la propria concezione di produzione-consumo industriale della musica, sia una forma di controllo-censura indiretto sui contenuti e sui comportamenti sociali a essi potenzialmente legati. È la musica del Grande Fratello, la musica che si incontra ovunque, dai supermercati agli autobus di linea interurbana, dalle reti radiotelevisive statali e commerciali, il novanta per cento della musica su internet, dei negozi di vestiti e della discoteca, della pubblicità.

Agli studiosi sono più che noti i movimenti alto-basso-mimetici dei vari stili e linguaggi musicali. Sotto forme più o meno autentiche ed esplicite, abbiamo esempi che vanno dalla rivendicazione intellettuale di Charles Mingus agli aspetti emulativi del Modern Jazz Quartet. Curva minore, in modi diversi, si occupa di tutti e tre i linguaggi. In modi diversi, si diceva, appunto. Quando parliamo di linguaggio infatti, spesso e per lo più lo consideriamo implicitamente come lettera morta, come corpo vivisezionabile, insieme di regole e tratti distintivi.

Questa concezione lo rende maggiormente vicino, schiacciandolo, al concetto di stile. Perché il percorso di costruzione di senso, che avviene col mettere a contatto un determinato pubblico pur con tutte le variabili aleatorie e contingenti che si possono immaginare con una determinata pratica non è affatto il medesimo.

Curva minore cerca un contatto diretto con le giovani generazioni, operando nelle scuole secondarie, offrendo un percorso formativo che dà ragione dei fenomeni musicali presentati, in un quadro complessivo che ne permette una possibile e diversa comprensione. Lo stesso oggetto non è più lo stesso oggetto. Il percorso cognitivo ne ha cambiato la funzione, ne ha cambiato il significato. È un compito molto importante, in una società che tende sempre di più a dividere e a escludere dalla partecipazione, una società che tende a creare modelli di emulazione fondati sul simulacro del mito mass-mediatico.

Tale marginalità in Curva minore viene rovesciata in uno spazio di pari dignità rispetto ad altre forme più consolidate, spazio in cui lo stesso percorso pedagogico alla comprensione dei fenomeni in oggetto viene fatto con uguale perizia, competenza e approfondimento, rispetto a qualunque altra forma musicale rappresentata. Molta musica non convenzionale, non ortodossa, di improvvisazione, di ricerca, di sperimentazione, etc. Una strada difficile, ma necessaria. Ne ho seguiti e ascoltati tanti di concerti inusuali, alcuni da semplice spettatore, altri da critico musicale per un quotidiano cittadino, talune volte coinvolto in qualche introduzione discorsiva.

Si tenne al Piccolo Teatro poi cinema Ciak nel dicembre Inoltre, vi era una non comune coerenza nel perseguire una linea propositiva che a Palermo affonda radici in quelle Settimane Internazionali Nuova Musica lontane nel tempo, straordinariamente vicine a chi voglia sperimentare e offrire qualcosa al di là del già visto e già sentito.

È la realtà di Curva minore. In divenire. Molte interessanti esecuzioni del Great Learning si erano arenate sul Paragrafo 5, ma durante la prima prova, en plein air, mi fu subito chiaro che i musicisti avevano raggiunto un sorprendente livello di preparazione.

Egli stesso emana ordine. La disciplina non deve essere vista come la capacità di conformarsi a un sistema rigido di regole, ma come abilità di lavorare in maniera fruttuosa in armonia con gli altri. Infine mi è doveroso ringraziare affettuosamente Stefano Zorzanello, colui che ha compreso e apprezzato più di tutti il contributo di Cardew e senza il quale la sintonia perfetta tra Curva minore e The Great Learning non sarebbe mai stata raggiunta.

Accorciare le distanze: stare, quindi, più vicino. Giannetto a: 5 Una forte valenza pedagogica assume questo costante rivolgersi alle nuove generazioni, rese attive e partecipanti ed introdotte con successo, in ambien98 ti congeniali, a nuove e più aperte modalità di ascolto. La valorizzazione di musicisti e compositori siciliani rientra da sempre fra gli obiettivi di Curva minore.

Misuraca b Da un laboratorio con i giovani studenti scaturiva anche la prima esecuzione assoluta di Germogli, azione musicoreografica del compositore catanese Angelo Sturiale V edizione, 7 maggio In seguito alla sua prematura scomparsa, Il Suono dei Soli gli dedicava quindi monograficamente il concerto inaugurale della IX edizione La Cuba, 2 maggio , con la direzione artistica del suo discepolo e amico Giovanni Damiani.

Apparentemente sdegnosa e aristocratica, la sua arte è invece estremamente diretta, appunto supera le categorie codificate, condensando nel segno scritto enormi tensioni: nel suono e tra i suoni, corpi vibranti in relazione umana, erotica, affettiva, fraterna, sempre generosa di relazioni.

Fra le musiche eseguite in quella circostanza emersero le aforistiche preziosità di due brani di Pennisi — Afterthoughts e Quasi Cantabile — e una memorabile interpretazione delle Proiezioni sonore di Franco Evangelisti. Il suono pianistico fu inoltre elaborato elettronicamente in tempo reale in Archeion di Giorgio Nottoli, autore anche del suggestivo Solve et coagula per suoni concreti ed elettronica. A Tilbury fu quindi affidato il progetto più ambizioso, ovvero il coordinamento e la direzione del Paragrafo 5 di The Great Learning , smisurata opera in sette paragrafi ispirata a un testo di Confucio e costituita da un complesso di sole prescrizioni verbali.

Con queste premesse il gruppo muove avventurosamente alla scoperta di una musica possibilmente inaudita. Questi, disposti a gruppi secondo una ben precisa disposizione indicata in partitura, si dislocheranno in diversi spazi creando, contestualmente, diversi eventi sonori: sarà data al pubblico la facoltà di scegliere tempi e luoghi di fruizione.

La rassegna successiva IV edizione, 27 maggio vide quindi i due ensemble riuniti insieme per un concerto che abbinava musiche di Rzewski e di Steve Reich a Tierkreis di Karlheinz Stockhausen. La mia immaginazione musicale tende a procedere non per creazione di immagini sonore, ma per creazione di unità irriducibili di immagini sonore e immagini performative.

Non mi interessa il fatto acustico in sé. Mi interessano le dinamiche della loro relazione. Giungo effettivamente a un controllo meticoloso del fatto sonoro, perché mi intrometto radicalmente nella sua emissione e nella sua articolazione.

Esiste una forza che si chiama Musica. E io vorrei comprendere, in profondità, cosa sia. Qualora dovesse essere ovvio, non ci sarebbe Rivelazione. La vostra attenzione cadrà prigioniera della Musica, azione del vostro stesso corpo ascoltante, attentato ipnotico a vostro vantaggio. E in veste di autentico virtuoso della lamiera nel senso più nobile di chi forza i limiti dello strumento per spingersi oltre egli tornava quindi a Palermo, ospite della rassegna Il Suono dei Soli IV edizione, 19 aprile Misuraca c Consumatasi la sorpresa della prima esperienza, mi si palesava ora con maggior chiarezza quanto già allora intuito, ovvero la consapevolezza da autentico compositore con cui Buccino monta i suoi fatti sonori, la sapienza con cui li dispone nel tempo, in un disegno globale a fasi cicliche che — come poi appresi — viene modellato sul principio del jo-ha-kyu.

Prima fase, jo il fatto comincia ad accadere, manifestando con semplicità gli aspetti fondamentali della propria costituzione. Seconda fase, ha che solitamente dura più a lungo di tutte le altre. Il fatto manifesta la propria complessità interna. Terza fase, kyu la più breve. Il fatto sfoga la pressione accumulata, e torna al riposo. A lasciare il segno, stavolta, erano i movimenti sussultori, da elettroshock della coreografa e danzatrice Stefania Ammirata, che nel secondo brano riflettevano con straordinaria immedesimazione quel tesissimo corpo a corpo con la materia sonora.

Con uno dei suoi più recenti lavori Ero già a me n. La scabra essenzialità di questa nuova performance, impostata per lo più su tre sole tecniche esecutive, non ne attutiva tuttavia la carica.

Ero già a me n. Colloco i silenzi più impegnativi al centro della composizione. Un silenzio che non dà istruzioni di sé. Sopraggiunge e procede in modi imprevedibili pur se da un certo punto di vista molto logici, nettamente iscritti nella logica del jo-ha-kyu.

Un silenzio inciso dalla mia fatica performativa, avvertibilissima. Fateci quello che volete. Stavolta volevo sedurre con durezza. Con cattiveria, quasi. Sembra evidente, il sintagma Il Suono dei Soli titolo della rassegna musicale di Curva minore , è un capriccio fonetico.

La singolarità del suono si specchia in quella del solista. Il suono diviene il campo allusivo del soggetto. Soffio disparente del soggetto. Tatuaggio invisibile.

Come le parole che sono rivolte a qualcuno o a qualcosa. Diversamente dal rumore che ci rimanda alla sua sorgente.

Si potrebbero classificare i suoni a partire dalla loro provenienza o dalla loro geografia. Ma vi sono anche suoni che sono atopici e atipici , che non provengono da nessun luogo, che non rinviano a nessun popolo, ma sono deliberatamente emessi da individui che tentano di instaurare un presente. Si muove, cambia! Il mondo, il reale, non è un oggetto. Un tempo nuovo. Noi facciamo sempre musica. Si tratta di liquidare o liquefare il confine che opera un taglio fra suoni inclusi e suoni esclusi: chi stabilisce cosa e come ascoltare?

In altre parole: il lavoro archeo logico svolto da Il Suono dei Soli, ci porta a considerare che i confini della musica sono immaginari, non reali. E ci invitano ad ascoltare ogni rumore come un suono, i rumori inascoltati del corpo sociale, a esempio. Nel primo caso si ha paesaggio sonoro come respiro di un ambiente. Nel secondo come espressione individuale: colta dal buio della notte una voce canticchia modulando lo stesso ritornello.

È uno schizzo nel caos. Come la voce di Arianna che dà forma e figura ai sussulti tellurici e caotici di Dioniso. Ambienti e ritmi sono gli spazi e le vibrazioni sonore che segnano il territorio. Perché vi sia territorio, e dunque paesaggio e passaggio sonoro, è necessario che vi sia produzione di differenza ritmica e sonora. A zig-zag, a forme circolari, esteso o sincopato, o in qualsiasi altro modo.

In tal senso ogni musicista degno di questo nome è un artigiano del cosmo. Debordando gli ambienti già segnati, diagrammati, territorializzati, costruisce un altro ambiente sonoro.

Come il poeta che libera le forze creatrici della parola spingendola al di là del linguaggio, allo stesso modo il musicista sonda come un archeologo nuove sonorità che si sprigionano dalle profondità del tempo e del cosmo. In sintonia con una certa idea orientale di cosmo possiamo dire che già il respiro è un atto di poesia. Dopo il mistero antico di Psyché anima, soffio ecco il mistero di Physis, quello che, senza figura né metafora, si libera immediatamente dalla lettera delle cose naturali.

Dagli immensi depositi di suoni formatisi nel tempo, provengono sinistri avvertimenti. Forse già si fabbricano suoni per nessuno. I suoi polmoni si aprono sul mondo affermando un nuovo suono. La sua dignità è la stessa che sappiamo dedicare al pianto, che non suona, ma dissuona come un tuono.

Musica elettrica per nervi. Per Cardew ogni suono brama per il mondo, questo, e solo questo, fa della musica una politica. Laddove idioti e canaglie producono musica per credenti, tipi come Cardew strappano il suono alla credenza per farne lettere di fuoco. È un atto del presente. Molto più dei colori e delle forme, i suoni plasmano le società.

Nei suoni si leggono i codici della vita e della morte. Estremizzando le posizioni di Cardew si potrebbe dire che una teoria del potere implica una teoria delle localizzazioni del rumore e della sua collocazione in una forma.

Perché ogni suono organizzato aspira a impossessarsi delle orecchie. La Chiesa lo sa bene e i politici lo sanno altrettanto bene. Musicista, prete e officiante assolvono la stessa funzione presso i popoli antichi. Se chiudiamo gli occhi e apriamo le orecchie, abbiamo una percezione del mondo secondo i suoi tumulti sonori. La lotta per avere le orecchie delle masse in tal senso è decisiva. I suoni o i rumori del potere vanno distillati come le favole ai bambini. Attraverso i suoni il mondo dei vincitori impone le proprie idee e il proprio dominio.

Melodie, dissonanze e armonie si dividono le orecchie degli ascoltatori, educati per questo fin dalla nascita. Il microfono Neuman che amplificava nelle parate naziste le deliranti parole di Hitler esplodeva come un tuono nelle orecchie del popolo che gremiva lo stadio di Norimberga. Ognuno cerca il proprio look sonoro. Dato che non è più possibile trarre argomenti dalla propria esistenza, non resta altro che fare atto di ascolto senza preoccuparsi di scegliere, di essere presenti a se stessi.

Il karaoke come melodramma collettivo si perpetua sotto altre forme. Tutti in coro cantano lo stesso motivo.

Discography

Questa è la nostra società. Uguale nel consumo, uguale nel suono: la musica è diventata realtà. Il suono del dissenso, il suono come alterità, stentano a vivere. Cosa diventa la musica quando viene distillata a dosi allopatiche e omeopatiche, violente e virulente, in ogni angolo dello spazio, senza alcuna pausa? Altre archeologie. Abbiamo ricordato il caso Cardew. Cosa significa? È il flusso omogeneo, misurabile, quantificabile per tutti calendario, tempo di lavoro, tempo libero, festività, noia, perdita del futuro, disoccupazione, ecc.

La contemporaneità come espressione storico-sociale del capitalismo si effettua nella visione lineare e universale della produzione, nella soppressione di ogni alterità o del tratto autoctono del tempo che non si lascia assimilare, infine nella tradizione del nuovo il tempo della moda.

Le opere, quando non sono direttamente espressione della convenzionalità, danno a vedere tracce di questa rottura.

Un lavoro intemporaneo o anacronistico, al di là del tempo istituzionale, inattuale per dirlo con le parole di Nietzsche. Una specie di capitale illimitato del valore sonoro.

Il mondo è un fracasso di suoni accavallati gli uni sugli altri. Ma questa necrospettiva è strettamente connessa al problema del valore. In altre parole si prospetterebbe una specie di fine della musica per eccesso. Per sfuggire a questa fatalità i futuristi italiani nel non esitarono a percuotere letteralmente gli spettatori che disturbavano i loro concerti a base di inclassificabili rumori. Nel i dadaisti pretesero la requisizione delle chiese per le esecuzioni delle sedute rumoriste.

Nattiez Ma il suo atteggiamento è radicalmente diverso da quello dei suoi predecessori. Cage mette in scena una specie di radicale nominalismo che conduce tanto al sonoro quanto al silenzio.

È un gesto deliberato. Il fatto è che questo e accaduto. Baudrillard Non vi sarebbe più assenza da se stessi; non vi sarebbe più distanza da altri. La musica riempie tutti i vuoti. La minaccia della scomparsa del silenzio si profila come la soppressione della preziosa alternanza fra giorno e notte. Forse il più grande musicista sarebbe colui che non ha più bisogno di suonare. Non suonare più nulla e dare ascolto al silenzio. Queste parole sono state rese da Monsignor Marco Frisina — direttore del Centro liturgico del Vicariato di Roma e della Cappella Lateranense — alle agenzie di stampa il 2 gennaio Stefano Zorzanello in questo volume ci propone una distinzione di tipo socio-estetico.

Ma occupiamoci di due tipi di musica che, generalmente, sono sconosciuti anche ai musicofili più accaniti. Il primo tipo, a dire il vero, oggi ci appare come qualcosa di assai esoterico, da confinare ai dotti dibattiti tra musicologi e cultori di tradizioni arcane.

Questa musica, per quanto abbia qualche piccola parentela con il tipo di musica appena descritto, è decisamente udibile forse anche troppo, per alcuni. È stata — fino a questo momento — la più importante iniziativa su questo tema in Italia e sicuramente tra le più significative in Europa. A cosa ci riferiamo quando parliamo di studi sul paesaggio sonoro? Da un lato, la musica sperimentale di Cage e dei suoi seguaci ha influenzato il suo pensiero.

Nel il World Soundscape Project iniziato e diretto da Schafer intraprese lo studio comparato di cinque villaggi europei, di cui uno in Italia, Cembra Trento Murray Schafer Oggi gli studi sul paesaggio sonoro hanno al loro attivo un notevole corpus di elaborazioni teoriche e di indagini sul campo. Nigel Frayne, presidente del WFAE, lavora come acoustic designer in diversi spazi pubblici come giardini zoologici, sale di esposizione e altri.

In Giappone invece si è proceduto alla creazione di zone protette con particolare riguardo alle loro caratteristiche acustiche.

Ma alcuni ostacoli si frappongono al raggiungimento di questa meta. Essi hanno a che fare, anche, con il cambiamento del clima culturale. Negli anni Settanta non mancavano i tentativi di superare le tradizionali barriere disciplinari e di avviare delle joint ventures tra le scienze umane, naturali e sociali e le arti. Nel frattempo i recinti disciplinari nel mondo accademico, ma anche in quello artistico, si sono rinsaldati.

Le giornate di Palermo hanno assolto a questo compito in modo serio e competente e nello stesso tempo assai godibile. Non entro nel merito degli interventi, tutti di alto livello, e rimando agli atti che sono in procinto di esser definiti in forma digitale. Diversi anni fa, avevo provato a mettere insieme frammenti di testi di Samuel Beckett e fotografie che avevo scattato tra Londra, Zurigo e Palermo.

Da quel repertorio sono state selezionate alcune immagini che dal hanno identificato la rassegna di musica contemporanea Il Suono dei Soli. Design e contemporaneità. Il valore di ogni conoscenza sta nella possibilità di essere correlata in orizzonti epistemologici ampi, diversificati e flessibili. Avvicinare cose a prima vista lontane, allontanare cose a prima vista vicine.

La modernità, come processo continuo, implica il continuo aggiornamento di regole e procedure progettuali, la capacità di trasferire prassi e modelli concettuali, e di trovare modalità creative e compositive nello scambio tra ambiti e discipline differenti. Dalle impronte paleografiche ai collage di Schwitters, ogni nuova creazione si colloca nella rete di tutte le opere prece denti modificandone la disposizione e il senso.

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Come ogni attività creativa, il design è connesso intimamente al concetto di trasformazione e questo pone alcune domande sul ruolo che deve assumere la cultura del progetto di fronte alla velocità delle mutazioni in atto. Il design non è un processo definito, la sperimentazione non è mai lineare, ma fatta di continui rimandi, citazioni, incidenti. Il processo compositivo, tra ragione e sentimento. Regola e libertà sono entrambe necessarie e si completano a vicenda nel processo compositivo.

Il sistema di notazione della musica contemporanea pone importanti questioni sul concetto stesso di scrittura e di trascrizione; nonostante il loro dispiegarsi in maniera estremamente precisa e rigorosa, alcune forme di notazione possono limitare lo sviluppo di nuove possibilità espressive. La memoria svolge un ruolo fondamentale in tutti i processi percettivi, in una recente esibizione Philip Corner realizzava una particolare interazione tra musicisti e pubblico alternando fasi di ascolto fisico passivo e fasi di ascolto psichico attivo.

I collegamenti, coscienti o no, di questo processo sono diversi e spesso imprevedibili, specialmente per chi sceglie di non seguire, nel proprio percorso espres sivo, una linea rigorosa o il filone di una scuola ben definita. Il modello retinico. Nella nostra cultura millenaria il pensiero procede per immagini, anche le immagini mentali hanno una modalità di rappresentazione che è essenzialmente visiva.

Contrariamente alla supposta e pubblicizzata polisensorialità, le tecnologie multimediali tendono paradossalmente a ristrutturare le informazioni a partire da processi di interazione che sono principalmente visuali. Il modello acustico. La tecnologia informatica ha inglobato in brevissimo tempo tecniche e metodologie progettuali che si erano formalizzate e differenziate nel tempo.

Parte di questo scritto è stata pubblicata in Progetto grafico, n. Lo Spasimo, tempio a cielo aperto, cattedrale senza il limite che occlude simbolicamente e realmente la vista, estende la visione oltre il limite della forma Curva minore nasce da questo esprit livre, non contaminato, ma incontrato Inoltre un festival come quello di Curva minore, al di fuori di rigidi schemi tematici, è il piacere di vivere apertamente, contestualmente, differenti sorgenti sonore, differenti Soli, quasi come in un contesto di multiculturalità in barba e in controtendenza a una sorta di dilagante uniformità globalizzata.

È nella natura delle cose. Il Suono del resto, è Eco. La Musica, e le sue immagini, Ecologia. Nel momento che la misi assieme tre delle quattro rassegne poste in sequenza erano state cancellate. Cosa ci guadagnano le fotografie in questo caso? Diventano più rigorose e uncompromised pure loro?

Non lo fanno forse I musicisti che amiamo? Grande emozione e rispetto. Tra quei ritratti, quello di Alvin Curran. Proprio lui ho rincontrato a Curva minore e parlando di rispettivi progetti è saltato fuori Cage; lui aveva appena terminato un ritratto sonoro di John, io ne stavo preparando uno visivo.

SE. MAR. DI RUSSO GENNARO | Melito di Napoli

Perché non unirli? Detto fatto, è accaduto e abbiamo dato vita a wallsCAGEwalls, sottoforma sia di performance sia di installazione. Salvo che il soffitto non ci sia, come nella chiesa dello Spasimo a Palermo. Poi accade cosa deve accadere. Domande banali e non, malposte o fondate, ci si interroga di continuo. Nel campo delle arti visive si usa molto la parola installazione come la formula site-specific. Nello specifico ho trovato che sia uno spazio intimo, percepito come tale al primo sguardo, al primo ascolto.

Se qualcuno mi chiedesse se Curva minore è importante cosa dovrei rispondere? Sai cosa ti dico ancora caro Lelio? Rapporto che ha iniziato in quale momento? Si è stabilito un numero preciso di partecipanti al progetto? Quali le reazioni immediate? Da quella fase iniziale il progetto ha tuttora una sua continuità? Ci seguono una trentina di studenti per scuola, ma abbiamo incrementato il nucleo operativo. Con quante scuole mantenete costante questa attività?

A quali compositori fate prevalentemente riferimento? Teniamo a proporre le differenti espressioni della musica siciliana, Pennisi, Clementi, Sciarrino, Incardona, La Licata, Damiani, Sollima, Betta, Gagliano, Crescimanno, per far conoscere ai giovani cosa vive attorno a loro. Come si è configurato nel tempo il programma iniziale? Ha subito mutamenti, ritocchi, adattamenti? Con quale cadenza, mensile? I giovani seguono con interesse anche i concerti? Quando si è costituita Curva minore?

La musica si intreccia poi anche al cinema Il rapporto col cinema rientra nel rapporto tra la musica e le altre arti. Già nel , per la seconda edizione del nostro festival Pratiche inusuali del fare musica, avevamo inserito alcune proiezioni di film incentrati su figure di musicisti non convenzionali.

Nel si è realizzata la sonorizzazione dal vivo del film muto Faust di Murnau, in collaborazione con il Goethe-Institut Palermo. Abbiamo effettuato le sonorizzazioni, o musicazioni, dal vivo con il gruppo Sicilian Music Crew che riunisce musicisti provenienti da differenti zone della Sicilia. Nel novembre del , in collaborazione con il Museo Interactivo de la Musica de Malaga, abbiamo realizzato Pulso1. Tra le ultime produzioni dedicate al cinema non possiamo dimenticare lo splendido A sea of sounds in cui una serie di film siciliani Cacciatori Sottomarini e Contadini del Mare rispettivamente di Alliata e De Seta e olandesi sul tema del mare venivano musicati dal vivo da musicisti siciliani e olandesi.

Tante, quindi, le attività rivolte ai giovani. Un impegno da sostenere? Luciano Berio Molte musiche del nostro tempo risultano quanto mai affollate da elementi multi-culturali. Festival e rassegne di musica contemporanea sono spesso luoghi dove si manifesta questo melting pot musicale e le modalità in cui si esplicita sono sovente tante quante i loro autori.

La multiculturalità soggiacente in molte opere musicali dei nostri tempi è una realtà in continua espansione e crescita. Molino Blacking I musicisti e le opere prese in esame in questo elaborato sono parte di questo universo. Le relazioni con il folklore sono talvolta semplici e ben definite, talvolta sottili e intricate. Da queste commistioni nascono persino fenomeni di abolizione delle barriere temporali, geografiche e sociali.

Le costituzioni sono diverse, o non ci sono addirittura, per ogni singolo artista, e cambiano con le stagioni.

Il lavoro è corredato da un glossario dei termini musicali generi, stili, tecniche, strumenti, ecc. Molte notizie, valutazioni, chiarimenti sono stati inoltre raccolti attraverso le testimonianze dirette degli artisti reperite tramite intensi scambi epistolari o conversazioni.

Desidero in particolare ringraziare Lukas Ligeti, Matilde Politi, Saadet Türköz, Miriam Palma e Paolo Angeli per la disponibilità al dialogo e allo scambio di idee e spunti sulla loro musica. Il termine world music venne consapevolmente adottato dai media a partire dagli anni Cinquanta, quando fu usato da Curt Sachs World music fu il nuovo termine che emerse da quella riunione, e il suo ambito semantico venne successivamente ampliato per includervi anche la musica di paesi non africani.

Wiggins Molino-Nattiez In arte si sa: molto è possibile. Più di quanto e come non sia nella vita. La questione diventa più complessa quando, come si suole dire, arte e vita rischiano di sovrapporsi, o, meglio, di constustanziarsi. Non affronteremo in questa sede né altrove questa insolvibile questione. Consideriamo quindi Il Contrabbasso Parlante come una sorta di esternazione creativa, aforistica, un continuum esistenziale di alcun valore concreto.

Un non-racconto per aforismi a metà tra un non rassegnato Kraus e un plagio irriverente di una blanda, molto molto blanda, eco del Tractatus di Wittgenstein. Piccoli pensieri, insomma, con o senza le ali. Come i porci! Non scivola sulle nostre figure, non traspare dalle nostre forme, non alterna come altro. Informa di sé la vita del suono. Diventa, quindi, verità: suono vitale, mythos e logos, inscindibile fusione, assurda divinità. Le parole che parlano di musica spesso producono analisi, ma non fanno la musica, quindi si collocano su un livello di comunicazione differente.

Chissà, chi lo sa? Qualche volta pensieroso il cotto e il crudo sic! Ricrea quindi, come continuum della propria evoluzione, sempre nuovi mondi di suoni. Proietta passato e futuro in un presente di tensione dinamica.

Movimento in distensione materica inarrestabile. Mi suicido? Questo, senza Natura, perde a sua volta Ragione Rischia di mantenersi nel tempo Come in un gioco. Senza di lei Curva minore non avrebbe mai potuto realizzare gran parte delle sue iniziative; ai miei due figli Gabriele e Luca. Essi hanno capito e Egli ha continuato il lavoro di Antonino Uccello adeguandolo culturalmente ai nuovi processi in atto. A lui dobbiamo la realizzazione di questa e di tante indispensabili opere Il terzo CD contiene una produzione originale di un gruppo di musicisti legati a Curva minore, la cui specificità sarà di seguito illustrata; il programma musicale, denominato Onda Mediterranea, offre una delle possibili stilizzazioni della prassi di riformulazione della musica di tradizione folklorica di alcuni Paesi mediterranei, ripensata con sensibilità e modalità derivate da molteplici esperienze sia compositive sia esecutive cui fanno riferimento gli interpreti.

Per i CD 1 e 2, con le eccezioni del brano 7 e dei brani di Federico Incardona, in questi rispettivamente inclusi, tutte le registrazioni sono state effettuate dal vivo nel corso dei concerti.

Per il CD 3, tutte le registrazioni sono state effettuate in studio. La selezione dei brani è stata effettuata dal curatore con la collaborazione di Lelio Giannetto.

Il gruppo, guidato e corroborato artisticamente anche con il contributo del chitarrista Marco Cappelli, si caratterizza per una ricerca di combinazioni tra pratiche musicali differenti ed eterogenee, orientate a concepire e a trattare il ritmo come un nuovo suono singolo, oggettuale, materico. Questa ricerca non tralascia il senso del groove, compendiando al contempo escursioni improvvisative e costruzioni ritmiche rigidamente scandite. Piuttosto una predisposizione.

La sua musica si distingue particolarmente per un colore chiaro e gioioso e un ritmo serrato, ottimisticamente vitale e positivo. Al tempo delle registrazioni dei tre brani qui chiosati, Gianni Gebbia, autore del passo sopra riportato cfr. Giannetto b: , era, oltre che brillante strumentista, anche organizzatore di rassegne musicali. Il brano di Tramontana, Smith e Villa è un godibilissimo esempio di produzione di grezza materia musicale fluida, di controllata eruzione di magma acustico, contenuto entro argini rocciosi di frammentarie memorie tematiche nettamente marcate dalle escursioni melodiche del trombone: vi si scorgono lacerti di arie, sbiadite tracce di canto di carrettiere siciliano, allusioni liriche, flessioni e accenti di ritornelli distorti, che si trasformano impercettibilmente in una beffarda marcia presto dissolta verso inquietanti silenzi.

Il suono scaturisce dagli strumenti quasi a figurare un travagliato parto, una faticosa fuoriuscita di voci spezzate, di grotteschi vagiti e stentorei pronunciamenti provenienti da una materia che sembra imprigionarli; quella del legno e delle corde degli archi intesi nella loro essenza strutturale e nella mera architettura fisica: assemblaggio di resine, fibre di tronco, pezzetti di ferro, vernici e sapienza di falegnami piuttosto che maestria di liutai.

Tra provocazione, ironia, minimalismo timbrico, delirio creativo e progettazione di new style sonoro, si colloca il brano di Pierre Bastien. Ecco allora il mecanium di Pierre Bastien, un sogno realizzato che si protrae incessantemente dal Grandissimo ammiratore di quel Raymond Roussel scomparso tragicamente proprio a Palermo , Pierre Bastien potrebbe essere definito un orologiaio dei suoni, un compositore con il cacciavite; le sue creature sembrano uscire dai romanzi di Jules Verne.

Gebbia - Giannetto 7. La sua proposta artistica, spaziosa e ariosa di fresche e originali intuizioni stilistiche, si dirama in più direzioni tra musica, teatro, laboratorio, work in progress e terapia sonora di valore e forza liberatrice. Nel brano x4, coadiuvata, provocata e stimolata dalla fucina di effetti acustici ed elettronici dei suoi abilissimi compagni di suono, declina una variopinta sequela di nonsense tra loro assai differenti per timbrica, registro, impronta vocale, colorazione e profilo materico, componendo un risultato di icastica e beffarda allusività.

Vi si scorgono tracce di belcanto, levigati incisi di idioma straniero pronunciati prima per esteso e poi per frammenti esitanti, deformati e scomposti, alternati a laceranti pronunciamenti di lamentevoli, gutturali segnali che precipitano come materia chimica divenuta solida, per ritornare a dissolversi in un prolungato sibilo cui segue un finale di sofferente stridore.

Mi piace mettere tutto in dubbio. A me piace lavorare sugli estremi, su suoni che possono risultare sbagliati, noiosi, sporchi o altissimi: non voglio trascurare nessuna di queste possibilità. Ognuna di esse è una forma di espressione, una qualità, sulla quale è doveroso lavorare dalle note di sala, in Giannetto b: Definirlo un jazzista sarebbe uno stereotipo tanto limitante quanto dire che i Paesi Bassi sono il Paese dei mulini a vento.

È innegabile che la fama di Reijseger sia dovuta in primo luogo alle sue frequentazioni della scena jazzistica olandese e in particolare alle sue collaborazioni con alcuni dei capiscuola come Misha Mengelberg o Han Bennink. Tuttavia un campionario illimitato di tecniche estese sul violoncello, nonché un approccio onnivoro alla musica, gli hanno consentito di suonare praticamente di tutto e con tutti e di rimettersi continuamente in gioco. Ma non ci sono evocazioni esotiche o, peggio ancora, etniche.

Correnti di musica quasi inaudibili attraverso strutture composte in tempo reale: il suono viene emesso dalla tromba senza formare un tono e dalla bocca che produce cigolii, fischi, gemiti e gorgoglii.

I ritmi scompaiono velocemente nel nulla, come se si fossero sviluppati per caso. Canto n. Cannizzaro, C. Finocchiaro Aprile, G. Curva minore è aperta a tutte le musiche, ma specialmente alle più nuove, alle più rare, alle più audaci. I tre CD a questo libro allegati ci danno un vasto panorama di varietà dialoganti: uno è dedicato alle tradizioni mediterranee, un altro a varie improvvisazioni per lo più di jazz, e questo, di cui io scrivo, alla nuova musica scritta.

Varietà dialoganti: non solo perché coinvolgono gli stessi ascoltatori, lo stesso pubblico, in gran maggioranza di giovani; ma già alla fonte dialoganti tra loro stesse, in continua relazione dialettica. Vero Compositore non è chi gioca con i suoni, ma chi attinge dentro di sé il Suono e ce lo versa.

Lo vediamo muoversi, trasformarsi, generare i suoi stessi parametri. E invece lo si scinde sempre in durata, altezza … Niente affatto!

Ogni sfera ha un centro. È assai rispettabile un artigiano della musica: ma non è un vero musico, un vero artista.

È singolare la figura riservata ed esoterica di Giacinto Scelsi nel panorama musicale europeo del XX secolo. Quando il suo Xnoybis per violino solo fu eseguito il 4 settembre alla Quinta Settimana Internazionale Nuova Musica, egli venne a Palermo venti giorni prima, affinché il violinista provasse ogni giorno sotto il suo controllo Garofalo Francesco Pennisi è artista versatile: compositore, poeta, pittore.